Fine prima parte

Mutant Writing Squad si prende una pausa. Chi vuole mi contatti per definire eventuali forme, modi, tempi per continuare la collaborazione.

Cristo!

Pensai, avverso a quel pensiero che mi era appena affiorato nelle sinapsi andate.
Il sangue defluì liquido nei canaletti di scolo ch’erano i vasi sanguigni del mio braccio.
“Ma certo, cazzo, i Rettiliani, la Kundalini arrotolata, il Serpente dell’albero della conoscenza…tutto aveva un fottuto, oscuro senso.”
Una sostanza nascosta fluiva sparata nella materia del mio corpo.
(Evertrip was [...]

E così

vi do la buonanotte. Grazie a tutti, da qui, da questo posto immateriale. Un solo monito, mi lascio: dobbiamo farle più spesso queste cose, nessuno le sa far meglio di noi. Notte. ‘Notte…

L’illusione

è configurata stabilmente, ormai. Sembra soltanto una visione esterna della camera craniale ausiliaria, e invece è parte del continuum stesso. Di quello che si svolge altrove. Il dado è tratto.

And there’s some music in the air…
“Ricorda Lynch? – chiese Icke. – Sono passati quasi 40 anni dal suo ultimo film.”
“Francamente non so di cosa sta parlando”, lo interruppi.
“Noi viviamo in un sogno – continuò come se non mi avesse sentito.  – Quello che ci circonda è un’illusione.” 
 

La manipolazione genetica fa miracoli. All’inizio, grazie agli studi sulle staminali, abbiamo iniziato a curare malattie ereditarie. Prevenire l’ipotesi di feti deformi. Far svanire allergie. Balbuzie. Fibrosi cistica. Cancri al collo dell’utero. Ittiosi. Leucemia. Alzheimer. Parkinson. Cirrosi.
Poi abbiamo cominciato a lavorare sull’aspetto estetico dell’individuo. Nasi irregolari. Zigomi troppo pronunciati. Occhi troppo neri. Occhi troppo blu. Occhi troppo poco neri, [...]

Oltre

la strada, un coreografo di arcobaleni distopici segna ilsentiero tra l’olografia e la sensazione postumana.

Piango. Le linee della strada si sovrappongono ai riflessi prodotti dalle lacrime. Una forza inumana spinge i miei bulbi oculari verso l’esterno, pulsando, espandendo e restringendo le mie carni come un’esplosione olografica, prima proiettata, poi proiettata ancora, e ancora. La realtà è una lancia di metallo infetto che trapassa l’anima. Il tassista mi parla, ma [...]

E’

stato allora che ho visto le quattro dimensioni fondersi in un solo filo monomolecolare di tempo rappresentativo. E’ stato allora che sono uscito dalla mia solita condizione esistenziale per entrare in un’altra di pura trascendenza.

Una volta salito sul taxi, presi la siringa e cercai una vena buona. L’autista parve non stupirsi più di tanto dei suoi passeggeri: un uomo di mezza età, il volto sfregiato dal vaiolo, e un giovane che si stava iniettando un bio-microchip ..