vi do la buonanotte. Grazie a tutti, da qui, da questo posto immateriale. Un solo monito, mi lascio: dobbiamo farle più spesso queste cose, nessuno le sa far meglio di noi. Notte. ‘Notte…

vi do la buonanotte. Grazie a tutti, da qui, da questo posto immateriale. Un solo monito, mi lascio: dobbiamo farle più spesso queste cose, nessuno le sa far meglio di noi. Notte. ‘Notte…
è configurata stabilmente, ormai. Sembra soltanto una visione esterna della camera craniale ausiliaria, e invece è parte del continuum stesso. Di quello che si svolge altrove. Il dado è tratto.
la strada, un coreografo di arcobaleni distopici segna ilsentiero tra l’olografia e la sensazione postumana.
stato allora che ho visto le quattro dimensioni fondersi in un solo filo monomolecolare di tempo rappresentativo. E’ stato allora che sono uscito dalla mia solita condizione esistenziale per entrare in un’altra di pura trascendenza.
di discorsi subliminali spazzano l’aria. Tra le molecole.
- Cosa fare? osa fare? sa fare? fare? re?…
hai trovato? L’Ordine è una sequenza di codice inumano travestito da postumano.
il codice logaritmico che mi assicuri una nuova compagna è quanto di meglio questo post possa riversare sulla moltitudine postumana in ascolto.
la frenesia prendere tutti i presenti. Vedo la scena dei reading e dei visual dispiegarsi, nitida di fronte a me.
Kremo sul palco parla di futuro.
“Saremo tutto… “
A volte sembra che l’avvenire sia una creatura condannata a morte.
Il futuro è abolito, anche come tempo
(essere) tutto
Viviamo epoche differenti, parallele.
Granelli di tempo, pezzi di divenire.
Solo il Caso ci illude. Ci fa pensare che si tratti dello stesso SpazioTempo.
E infine l’invisibile…