Non sento le sue parole, odo solo rumori ma il taxista è indefferente alla mia indifferenza e contina a parlare. Delle sue parole resta sintetica memoria nelle pareti scrostate del taxi.
“Gialla. La realtà è gialla e il tempo pare verde. Non lo vede? Lì.. guardì lì… non vede la curva del nulla che si addensa in nubi violacee? Lei è qui, io sono qui, siamo in un medesimo istante ripeturo. Rosso. Il delirio è rosso e lo spazio è deformato. L’ovunque. Sento il senso dell’ovunque. Miriadi di stelle ancorate a cieli danzanti su sipari neri. Mi ascolta?! Non capisce ciò che le sto dicendo? Mi sente? Fiumi di silicio liquido e maleodorante, marrone deriva di liquami verdastri. Vi immerga la mano. E’ freddo. E’ vivo. Mi sente? Capisce? Mi ascolta?!!!”
Io continuai a non ascoltare, non udivo nulla. E il Senso delle parole del taxista si perse lungo l’asfalto su cui stavami correndo, e con esso io persi la Verità. Non mi accorsi neppure di esserne stato sfiorato.
(Logos)
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